primum non nocere

Sono arrabbiata, delusa, frustrata e se avessi potuto piangere l’avrei fatto volentieri. Non mi sentivo così inappropriata, fuori luogo, esclusa da così tanto tempo… Ma sono sensazioni, queste, che non si dimenticano mai. Peccato che si riescono a ricordare solo queste e non quelle felici.

Se avessi chiesto una serata peggiore non me l’avrebbero data

Sì, sincera, ora mi ci vuole proprio Justin Timberlake

La cosa buffa della mia vita ultimamente è che possiedo due maglie di Star Wars e che adesso pure le Vans, che tanto ho deplorato due mesi fa, devono far parte del mio armadio.


shush, I’m waitin’

Io già non ho tanta voglia di fare simulazioni, se poi pure i siti fanno schifo…

Madre ha contattato una sua amica infermiera che vive in America un mesetto fa e proprio ieri ho ricevuto il primo dei tre scatoli contenenti una bellissima e comodissima divisa rosa da infermiera (rigorosamente taglia XS). 

Prima di andare a dormire ho detto “ma’, è questo è proprio quello che voglio fare per tutta la vita e così già sembra una cosa più bella e realizzabile, nonostante tutto sia ancora incerto. Ma ce la farò perché lo voglio troppo”. 

Colpa del narghilè alcolico e del long island iced tea.

Cose serie

Lasciando perdere la storia dei “sto accusando”, da quando sono tornata da Parigi ho perso i miei adoratissimi, carissimi, indispensabili tre chili di peso. Su di me tre chili sono da moltiplicare per tre, visto che la bilancia non ha mai e dico mai superato il numero 45.
Essendo già un misero 43 da qualche anno a questa parte (cause: scuola, stress, test d’ingresso, stress, stress, stress, costituzione, stress) ed essendo già al limite della parola “sottopeso”, aver perso inspiegabilmente tre chili senza che io abbia fatto nulla di strano mi ha fatto preoccupare.
Già il mio corpo a volte disgusta anche me: potermi contare le costole o far rientrare tutta la pancia lasciando solo la cassa toracica in sporgenza è divertente e un po’ da fenomeno da baraccone, però entrare in qualunque negozio di vestiti, provarsi la taglia più piccola e vedere che ci starei dentro anche due volte, fa strano o di rado impressione. Non dimostro nemmeno di avere diciannove anni, aiutata/danneggiata anche dai miei 157 centimetri e dalle tette quasi inesistenti. E’ una cosa buona, da una parte, perché così mi dimostrerò più giovane negli anni a venire, ciononostante mi fa male vedere sempre che sono la più mingherlina nelle foto con le amiche. Sono molto triste per questo. Eppure mangio regolarmente e faccio spuntini mattina e pomeriggio. Non me lo so spiegare proprio. 

"Sto accusando" è lo stato d’animo che meglio descrive il mio stato d’animo. 
"Non devo accusare" è quello che invece sto pensando insistentemente per non pensarci. A cosa non lo so nemmeno io.