22.05.13
oggi non sono andata a scuola e forse è per questo che non sento il bisogno di sfogarmi di niente. mi sento in realtà felice, ho studiato (non posso non studiare, è un dato di fatto, fa parte di me), mi sono fatta una doccia, ho studiato qualcosa per il British (l’esame è fra meno di un mese), ho chiamato la prof. di storia e filosofia per l’assegno di storia.
che probabilmente sta là il nocciolo della questione. tanto per citarlo “all’inizio dell’anno dicevi che il tuo mentore era B. e che odiavi tanto D.S., invece ora a maggio mi dici che odi B. e che D.S. è il tuo mentore. che ti ha fatto?”. fondamentalmente niente. solo che quando mi ha detto stasera “c’è qualcos’altro piccia?” io volevo tanto dirle tutto, pure quello che non avrei mai pensato di volerle dire, quello che lei vorrebbe sentirsi dire da me e che io non le direi mai. le ho detto “nient’altro, penso, prof.”. ma in realtà le avrei voluto chiedere scusa, le avrei detto che forse è grazie a lei se ho conosciuto parti di me che non conoscevo, forse è grazie ai pianti che mi ha fatto fare, alle battaglie, alle urla che le ho buttato dietro. ai weekend passati a studiare le sue materie che non erano altro che un pretesto per scavare dentro di me, per dimostrarmi che ce la posso fare e che anche se non ce la faccio sarò sempre capace di fare meglio.
poi pochi minuti fa mi sono affacciata al balcone per chiudere la finestra e, chiudendo gli occhi, ho sentito quell’odore estivo, di quell’aria fredda ma allo stesso tempo piacevole. ho lasciato la finestra aperta.
l’ho lasciata aperta perché m’è sembrato che se l’avessi fatto dal balcone sarebbe salita la mia felicità.
Norwegian Wood, Haruki Murakami (via egocentricacomeigatti)
(Fonte: diariodivolo)
21.05.13
chissà che m’aspettavo da questa giornata. è una delle solite giornate inutili di scuola. ha piovuto, ho mal di testa, devo studiare.
“sono solo dieci giorni”.
più la leggo, più mi piace e più quell’immagine si rende chiara alla memoria.
(via come-te)
(Fonte: pensiericomesanguisughe)
