"Quando ti vidi mi innamorai e tu sorridesti perchè lo sapevi."

William Shakespeare

E ora che me ne faccio di quelle tre pagine di quaderno a quadretti scritte fittissime? Non hanno più senso e ho la sensazione che se me ne libero me ne pentirò.
Lasciamo fare al tempo il suo corso, che il Karma me la mandi buona anche stavolta, perché non è possibile che ogni Dicembre di ogni anno mi ritrovo a combattere col mal di gola e il mal di cuore, per poi conoscere dopo sei mesi la solita personcina da niente che ti riapre il cuore in due come se niente fosse, fregandosene delle incessanti e soprattutto sincere scuse
“Emanuela è senza cuore” un par di palle, signori. Sapete cos’è questo? Un cliché. Sì, proprio uno di quei cari cliché che tanto mi hai rinfacciato quando tre mesi fa quando ho deciso di rompere con te. 
So bene anche di non essere una santa soprattutto per questo, so di averti ferito e di averti allontanato senza motivo. Ma ti ho chiesto scusa tante volte, più di quante volte mi siano state concesse dai miei amici. Avresti dovuto capire, sei stato tu il primo a dire “non ti odio, ti aspetto”. E non negare. Mi hai dovuta aspettare due mesi, che non sono stati nulla rispetto all’estate trascorsa insieme. 

E ora come la mettiamo? Quelle pagine le brucio o me le tengo?
Per il momento posso solo sperare che tu possa “read my mind, dove stanno chasing cars, dove ti ho aspettato everlong.”

Che altro mi resta?