primum non nocere

In less than a week I’m going to Brighton with Andrea and other people from my high school so I need to practice more my English. We’re going to have an entry test, lessons and a final test there in England and another one here, when we’ll come back home. You silly bastards. 
Anyway I wish I could learn as much as possible strange words, phrasal verbs (I feel so pretty and sophisticated when I use them) and above all idioms. That’s what makes you feel like a British bitch.
Wi-fi will be there but I hope not to connect so much, I really need to cut off (British bitch on) from people here, parents, friends (or so they say) and even boyfriend in order to make up my messy mind because these autumn and winter are going to be the hardest of the hardest I’ve ever had. Driving licence, Cambridge C2 exam, starting of Medical School… My head is already spinning around. 

Non l’avrei mai pubblicato, ma ho dovuto, visto che sono state le parole più belle che io abbia ricevuto in questi giorni. (Parolacce e iastemme comprese. Quelle sono le mie fav. Dopo il fatto che oltre ai soldi merito anche la felicità). Ti voglio bene Ari.

Non l’avrei mai pubblicato, ma ho dovuto, visto che sono state le parole più belle che io abbia ricevuto in questi giorni. (Parolacce e iastemme comprese. Quelle sono le mie fav. Dopo il fatto che oltre ai soldi merito anche la felicità). 
Ti voglio bene Ari.

I swear I could touch the sky! 🎶 #inspicio #miseno #readytogo #tuesday #gaudì #afrojack #tenfeettall #fissa

I swear I could touch the sky! 🎶 #inspicio #miseno #readytogo #tuesday #gaudì #afrojack #tenfeettall #fissa

28.08.14

E’ una data che vale la pena di ricordare. Non sto in giro a brindare e a ubriacarmi con gli amici come avevo pensato, non ho ricevuto le “feste” che mi aspettavo da qualcuno, ma oggi è uno dei giorni, se non il giorno, più bello della mia vita. 

Da oggi sono una studentessa universitaria, una studentessa di medicina clinica e chirurgia

Facce da primo giorno da mare.

"Stasera non è cosa, stasera non è cosa, stasera non è cosa".
Anche se me lo ripeto altre duecento volte, non riuscirò a farla andare meglio anzi, andrà peggio sicuramente. 
Mamma dice che un sogno si sta avverando e che non devo pensare a queste cose, no, no, no che non ci penso, poi metto su Cremonini e mi sembra di aver vissuto già una vita ormai lontana, fatta di scarponcini e maglioni oversize, fatta di amici o conoscenti. Metto su i Maroon 5 e mi sembra di essere osservata, accusata, derisa, forse anche illusa. Niente mi riesce a consolare, niente mi riesce a farmi stare bene proprio nei giorni in cui il mio sogno si sta avverando, come se dovessi definitivamente rompere col passato, come se la lacerazione definitiva debba avvenire proprio adesso, come se non fosse possibile poter recuperare questi anni di rinunce in un’estate, o almeno provare a far funzionare le cose almeno un po’, almeno per consolarmi un po’, per darmi un po’ di forza. Invece no. Invece mi merito questo. Ancora. Sono sola. Punto e basta. Questo me lo devo mettere in testa e non farlo uscire mai più. E’ inutile nascondere dietro a un dito quello che in realtà, nel mio piccolo, anche nei momenti dove posso sembrare più felice, ho sempre provato. Non ci posso stare. Non posso stare tra le amicizie di Martina, di Livia, di Rita. Non posso cercare l’amicizia in Andrea, in Francesco. Non posso potermi reputare “amica” per nessuno perché in questi anni non ci sono stata ed evidentemente recuperare o cercare di legare di più è impossibile. Il perché non lo so. Forse la lontananza di casa mia, la fissazione con lo studio. Pensavo d’aver sbagliato a scrivere sulla Moleskine la citazione “Chi vola alto è sempre solo”. In realtà è la cosa più vera che io abbia mai potuto leggere. 
Ho fatto sacrifici disumani per una ragazza della mia età che non sto nemmeno a scrivere e non ci posso credere che la vita mi premi così. Sento che ora voglio solo che finisca qui. Non voglio vedere più nessuno, sentire più nessuno, scrivere più a nessuno. Meglio stare soli e non farsi troppi aspettative sugli altri o sulle proprie capacità a relazionarsi. Chi s’avvicina, adesso deve sapere che trova. Trova, sostanzialmente, un’egoista. A questo punto sì, a questo punto mi va bene anche questo. Purché metta in guardia. Non posso più essere l’Emanuela che sorride e annuisce anche quando si sente morire, perché sentirmi morire mi fa male da impazzire, mi fa piangere la notte, mi fa stare male fare finta di non sapere, di non vedere e di non capire. “Chi vola alto è sempre solo”, ora sto spiccando il volo, sto preparando le ali e stare sola non mi deve spaventare, mi deve far stare bene invece, non devo più pensare a chi fare del bene e a chi del male, a chi non far soffrire o far rimanere male, non devo più pesare le parole, sorridere a chi non mi va a genio. Devo pensare a me stessa da brava egoista quale scelgo di essere.
"Trust your journey" recita il braccialetto che ho al posto sinistro, "abbi fiducia nel tuo viaggio". Va bene così. Va bene così.

"Afraid nothing can save me but the sound of your voice"

"Afraid nothing can save me but the sound of your voice"

Se solo si potessi tornare indietro, col senno di poi, almeno in questo caso, quello che direi non sarebbe tanto, non partirei con un monologo strappalacrime, no. Ti direi semplicemente: “Sei uno stronzo. Ecco perché da adesso ti dico di no.”

Dopo aver rivisto Star Wars credo di aver quasi scelto il mio Episodio preferito. Se la sono contesa l’Episodio III e l’Episodio VI, con la vittoria di quest’ultimo perché ne “La Vendetta dei Sith” Anakin mostra la sua totale immaturità nella celeberrima teoria de “l’organo genitale femminile in testa” (parafrasato in italiano, ma in napoletano renderebbe di più), aggravata dall’esclamazione a Obi-Wan (non toccatemi Obi-Wan, mai) “Ti odio!” quando era cotto, arrostito, bruciato e in fin di vita. Poi va beh, il finale mi fa venire troppo da piangere anche se, da come si è inteso, sia Anakin che Padme mi stanno pesantemente antipatici e il destino a cui vanno incontro è stra-meritato. 
"Il Ritorno dello Jedi" invece vede protagonisti Leila e Luke che dei genitori (fortunatamente) non hanno preso niente, soprattutto Leila, personaggio femminile coi coglioni (scusate, ma è il solo termine che rende l’idea): la Disney, ora che s’è comprata la serie, accanto ai pupazzi delle Principesse dovrebbe mettercene uno di Leila. Poi sono un’inguaribile romantica: gli Ewok hanno rubato il mio cuore, la redenzione finale di Anakin con annessa comparsa in ologramma da giovane accanto a Yoda e Obi-Wan, Harrison Ford che da giovane era quello che era… suvvia, devo aggiungere altro? 
Non posso fare altro che attendere con ansia l’Episodio VII, sperando che non disturbi di tanto l’equilibrio della saga… e la mia opinione a riguardo.

Lunedì succederà quello che ho aspettato per mesi (e forse anche anni) e sono così felice che nessuno sa ancora niente a parte i miei genitori. Voglio smettere di tenere il “segreto” solo a cosa fatta e risolta, chi meglio di me sa che “gli occhi secchi sono peggio delle scuppettate”?
Lunedì, vieni in fretta!